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Recensioni

Parlano di Noi...

Due Dozzine di Rose Scarlatte al Teatro Gerolamo

Una commedia degli equivoci che ha i suoi anni ma non li dimostra. Ha mantenuto intatta la sua freschezza e parla al pubblico odierno senza timore di sembrare superata perché infatti non lo è. Nei matrimoni che durano da tanto tempo può succedere che uno dei due componenti o anche entrambi sentano forte l’ impulso mascherato da bisogno di evadere, di concedersi il lusso di un’ avventura.

Una voglia di scoprire se fuori  dall’ uscio di casa c’è ancora qualcuno che possa farci palpitare il  cuore come quando ci si innamora per la prima volta. Suddivisa in tre  atti, con una scansione temporale efficace, la storia ruota intorno ad  un grande grosso misunderstanding.


Anziché svelare il qui pro quo si coglie l’occasione per capire se il  partner è ancora innamorato di noi e ci sia fedele anche quando  l’occasione si presenta su un piatto d’argento. Una telefonata  sbagliata, una intuizione geniale, la complicità di un amico e la  disponibilità di denaro e tempo faranno il resto. Un omaggio floreale  indirizzato ad una possibile conquista diventa invece l’ espediente per  sondare il livello di fedeltà della propria moglie. Deliziosa la  ricostruzione scenografica di un salotto borghese che affaccia su un  giardino di fiori. Ricercati i tre cambi di abito con relativi accessori  coordinati che aiutano ad inquadrare ancora meglio il personaggio della  sciura romana impegnata ad uscire, a provare abiti e cappelli e ad  organizzare vacanze sulla neve per praticare gli sport invernali senza  nemmeno esserne capaci.


Quattro attori sul palco interagiscono come fra amici con naturalezza  e complicità. Affiatati e perfettamente credibili nell’ indossare i  panni assegnati. L’ ingegner Verani e consorte, l’ amico avvocato  Savelli e una cameriera un po’ particolare ma sempre molto  indispensabile nelle impegnate e impegnative giornate romane.


Nelle case dei ricchi anche fare un caffè per un ospite improvviso è una fatica che è meglio demandare alla servitù preposta.
In una caldissima serata milanese il palco del teatro Gerolamo è un  piccolo prezioso scrigno dove ci si rifugia per passare due ore liete.  Questa spassosa commedia trascina il pubblico in una casa borghese per  raccontare la storia che prima o poi si ripropone in tutte le relazioni  sentimentali. Senza fare eccezione. Il desiderio di vedere se si riesce  ad avere di più è un desiderio inconfessabile ma che appartiene a tutti,  nessuno escluso. Se l’ uomo è sempre cacciatore la donna è lusingata  dall’ essere corteggiata ma è sempre lei a decidere se ne valga la pena.

Da sempre chi troppo vuole nulla stringe ma la cosa migliore per  capire di avere già tutto e di avere già il meglio è imbattersi in una  delusione. Meglio se cocente per ritornare al rassicurante tran tran  domestico. Senza rimpianti e nemmeno rimorsi.


Virna Castiglioni per Global Story Telling

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